Per curare le emorroidi e le vene varicose oggi esiste un’unica soluzione, ossia l’innovativa Scleromousse, che il Dott. Elia Diaco ha contribuito, con le sue ricerche, a sviluppare. Oggi finalmente, esistono nuove terapie in ambito vascolare, come la tecnica di Scleromousse Ecoguidata per le grandi vene varicose e la messa a punto di un nuovo approccio alla malattia emorroidaria.

 

Come viene impiegata la Scleromousse per la cura delle vene varicose?

La Scleromousse Ecoguidata, così si definisce, è una delle tecniche più innovative per la cura delle vene varicose di qualunque dimensione. Si tratta di una patologia che colpisce il 40% delle donne ed il 30% degli uomini, la familiarità è molto importante e può insorgere con maggiore frequenza tra i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che li costringe a stare per molte ore in piedi. Si tratta di una patologia invalidante e, quando non viene correttamente curata, può portare ad una TVS con conseguente compromissione della circolazione e dello stato locale delle gambe. Il soggetto con un’incontinenza venosa, presenta una sintomatologia caratterizzata da sensazione di pesantezza delle gambe, prurito che può portare alla formazione di eczema ed alla conseguente, progressiva, lesione della pelle con ulcerazione cutanea. Mentre prima si interveniva solo chirurgicamente, oggi con la nuova procedura Scleromousse Ecoguidata, messa a punto nel 2000 insieme ad un gruppo di colleghi francesi, italiani e spagnoli, si riesce a ridurre le problematiche dovute alle complicanze delle vene varicose (TVS, ulcere varicose, lesioni con rischio di emorragie superficiali, gambe pesanti dolenti nelle ore serali e notturne), senza effettuare alcun intervento chirurgico. Tale tecnica, che viene attuata ambulatorialmente, è praticata con successo da 15 anni in Europa e consente di ottenere ottimi risultati, senza alcun ricovero, senza anestesia e senza l’utilizzo del bisturi. La schiuma, più efficace della forma liquida, con l’ausilio dell’eco-color-Doppler, viene iniettata con un ago ed introdotta a diverse concentrazioni all’interno di un vaso venoso, a seconda del suo calibro. Questa si diffonde in pochi secondi, stimolando così la cicatrizzazione dell’endotelio della vena in maniera indolore, e passando in tutte le strutture varicose incontinenti. Tutti possono sottoporsi al trattamento, senza limiti di età, anche coloro che seguono una terapia anticoagulante.

Su questa procedura si basa anche la tecnica per curare le emorroidi. In che cosa consiste?

Da qualche anno è stata messa a punto una tecnica innovativa ed efficace che consente di risolvere tempestivamente ed in modo indolore questo fastidioso problema. Si tratta di un intervento assolutamente non invasivo, che si accompagna ad un’analisi molto accurata delle eventuali patologie dell’apparato gastrointestinale che, in molti casi, rappresentano l’origine delle emorroidi. Tale malattia provoca sanguinamento, prolasso, bruciore e dolore dei cuscinetti emorroidari. Questi “cuscinetti” sono normali rigonfiamenti delle vene che circondano la zona dell’ano e che partecipano al mantenimento degli stimoli naturali. Le emorroidi si congestionano e quindi si infiammano e, di conseguenza, la loro normale funzione viene compromessa. La malattia emorroidaria non va sottovalutata: talvolta la compressione esercitata dalle feci nell’ampolla rettale ostacola lo scorrere del sangue nelle vene, dando luogo a fenomeni di trombosi. L’endosclerosi del tratto emorroidario, che trae ispirazione proprio dal trattamento delle vene varicose, attraverso la tecnica scleromousse, consiste nell’iniezione nel plesso emorroidario di un piccolo volume (6-8 cc) di principio attivo sclerosante, detta polidocanolo. Questa sostanza, a contatto con la parete del plesso emorroidario, provoca un’immediata retrazione con successiva risalita del plesso, e quindi la sclerosi dello stesso. L’iniezione viene praticata alla base del plesso, in modo assolutamente indolore ed in regime ambulatoriale. La procedura dura circa 15 minuti ed il paziente può tornare subito al proprio domicilio. Il trattamento può essere ripetuto in periodi successivi, di solito però eseguiamo sempre un ulteriore trattamento a 40 giorni dal primo.

Qual è la differenza con i metodi tradizionali, in termini di risultati?

Abissale. Il risultato è stato entusiasmante. Su oltre 700 persone trattate, il 90% dei casi ha avuto successo, ottenendo spesso la regressione totale della malattia. Quel che più conta è che tutti i pazienti hanno visto migliorare sensibilmente la propria qualità della vita. Una bella differenza con l’intervento tradizionale, che oltre ad essere invasivo non garantiva l’eliminazione del problema. Ormai le emorroidi che necessitano di intervento chirurgico sono meno del 2% dei casi, e si tratta di emorroidi al quarto stadio, quello più grave. Da oggi, la cura delle emorroidi non è più un problema da incubo.

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